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Infibulazione
- La zia, la lametta e nessun perch


Testimonianza

Tutta colpa della tradizione. La tradizione voleva cos e cos si faceva. Non c'erano vie di scampo. In Eritrea, le bambine venivano infibulate e i bambini circoncisi. Era una prassi scontata, nessuno si chiedeva il perch o le conseguenze di quell'atto. Cos si andati avanti per secoli. Ma, negli anni Novanta, il governo ha lanciato una campagna contro l'escissione e la pratica oggi quasi scomparsa.
"Ai miei tempi era una cosa normale - ricorda Hiwet (il nome di fantasia), una donna eritrea di 63 anni che conosce bene il fenomeno e ha accettato di parlarne con Popoli -. Tutti sapevano che l'infibulazione poteva portare con s malattie e difficolt nei rapporti sessuali, ma tutti, musulmani, cattolici, ortodossi, la infliggevano alle figlie. Era una cosa talmente normale che non se ne parlava con le amiche, con i parenti, in parrocchia".
L'infibulazione in Eritrea non era un rito di passaggio dall'infanzia all'et adulta, ma una pratica che riguardava le neonate. "Le bambine - spiega Hiwet - venivano infibulate a due, massimo tre settimane dalla nascita. Non di pi, perch altrimenti diventava troppo doloroso per la neonata. Lo stesso avveniva per la circoncisione maschile, che veniva praticata al massimo a 40 giorni dalla nascita". L'infibulazione veniva praticata da tutte le etnie eritree. I tigrini e altri gruppi minoritari la praticavano nella forma pi lieve, tagliando le grandi labbra della vagina. Solo gli afar, gli abitanti di ceppo cuscita della Dancalia, la praticavano nella forma "faraonica", come in Somalia. "Fra i tigrini - osserva Hiwet - l'infibulazione era una pratica normale. Appena nata la bambina, veniva in casa una parente per praticare il taglio. Non era un'infermiera e neppure un medico, era solo una persona pi esperta in queste cose. A casa mia le praticava una zia. Utilizzava una lametta o un vecchio rasoio a mano. Era molto attenta a disinfettare gli attrezzi con il fuoco prima di utilizzarli". Rispetto all'infibulazione "faraonica", quella pi leggera praticata in Eritrea causava meno danni alle donne. "Le conseguenze c'erano - ammetta Hiwet -, ma erano, tutto sommato, limitate. Il problema principale era la cicatrizzazione della ferita e il rischio che le ferite provocate dal taglio delle grandi labbra si rimarginassero saldandosi tra loro e ostruendo cos la vagina. In questi casi i rapporti sessuali erano particolarmente dolorosi".
Gli adulti quali spiegazioni davano dell'infibulazione? "Quando da bambina l'ho chiesto a mia madre ricorda Hiwet -, lei mi ha risposto che lo si faceva per preservare la purezza della donna. Ovviamente non era vero, ma noi ci credevamo". "Mi sono resa conto per la prima volta dell'assurdit di questa pratica - continua Hiwet - quando me ne ha parlato un fratello. Lui aveva studiato a Belgrado e lottava contro gli etiopi per l'indipendenza dell'Eritrea. Mi disse che era una pratica inutile, dolorosa e dannosa e che andava vietata. I ribelli eritrei, gi quando erano alla macchia, si erano impegnati a eliminarla e, una volta al potere, hanno mantenuto la parola. Uno dei primi provvedimenti adottati da Isayas quando diventato presidente stata la legge contro l'escissione, in qualsiasi forma. E oggi, per fortuna, questa pratica scomparsa del tutto nelle grandi citt. Rimane nelle campagne, l la tradizione ancora forte".

Enrico Casale
da Popoli





ID articolo: 0040
Data: 2006-12-12
Sezione: speciali
Titolo: Infibulazione - La zia, la lametta e nessun perch
Autore: Enrico Casale
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