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L'Asia in gioco, per vincere


Ci sono passioni represse, vincitori e vinti. Bangkok, 15 Nord, 100 Est sopra l'Equatore, non fa eccezione. Temperatura a 33 gradi di media in questo autunno thai, ma temperatura sportiva ancora pi alta per la partecipazione ai Giochi asiatici 2006 che si sono chiusi il 15 dicembre. Sede Doha, Qatar, centro del mondo per due settimane per un'Asia che nel mondo va acquisendo una centralit sempre maggiore. Cina pigliatutto, ma Sud Corea, Giappone, Kazakhstan, Thailandia e India a seguire in buona posizione, fatte le debite proporzioni demografiche e di risorse investibili in attivit ludiche e pi ancora in prestigio.Vincitori e vinti, come sempre, ma tante discipline sportive a rosolare tra il deserto e il mare, tanta passione, a volte per gli occidentali difficile da condividere (attivit come golf, biliardo, scacchi o culturismo rientrano con difficolt nella concezione dinamica e muscolare dello sport visto con occhi rotondi e nella prospettiva di nasi prominenti), ma appassiona come dato culturale e come spettacolo vedere competere in singolo o a squadre campioni di taekwondo e wushu, karate e sepak takraw. E qui la Thailandia, che ormai riversa passione e danaro nell'emergente footbal (il calcio nostrano, quello che al maschile ha visto a Doha l'inedita finale Qatar-Iraq vinta dal primo, non il simil-rugby pompato targato Usa,) si prende tutto. Oro nel doppio maschile vinto all'Indonesia, oro a squadre maschile strappato alla Malaysia e oro femminile scippato a un avvenente trio vietnamita. Sepak takraw a tutti gli effetti una pallavolo giocata con i piedi (in senso anatomico e non figurato...), veloce, imprevedibile; poche regole e molto impegno. In un certo senso un po' l'immagine dell'Asia d'oggi. Continente pigliatutto senza dare nell'occhio, colmo di certezze proprie ma pronto a entrare nel campo avversario, imprevedibile nei suoi orizzonti a medio e lungo termine quanto il volo calciato della palla del takraw. E come questa passata dalla tradizione dal rattan ancora viva tra il popolo dei villaggi alla plastica sponsorizzata delle competizioni internazionali. L'Asia si ricrea, sa proporsi e offrire di s l'immagine che ritiene altri possano apprezzare, sa anche essere pratica. Ma avanza, e sempre pi vince. Come questa Thailandia dei sorrisi e dei pacchetti turistici che fra slanci nazionalistici, inesauribile vitalit e memoria a corto raggio sgomita e scalcia per vincere la gara dello sviluppo e della giustizia...da prospettive insolite e senza barare sull'altezza della rete.

Stefano Vecchia
16 Dicembre 2006





ID articolo: 0048
Data: 2006-12-19
Sezione: asians
Titolo: L'Asia in gioco, per vincere
Autore: Stefano Vecchia
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