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Fiaccola a Bangkok


Oggi 19 aprile a Bangkok, gli 80 tedofori thailandesi si passeranno il testimone olimpico per poco pi di dieci chilometri in un percorso suggestivo dal quartiere cinese alla piazza antistante il Palazzo reale. Percorso confermato fino a ieri, controllato per da migliaia di poliziotti chiamati a contenere l'entusiasmo della popolazione ma soprattutto pronti a reprimere proteste come quelle della precedente tappa indiana, dove sono stati arrestati 180 dimostranti filo-tibetani. Sottoposto a pressioni da Pechino nelle scorse settimane, il premier Samak Sundaravej ha fatto sapere che - fatto salvo il diritto di manifestare le proprie opinioni - atti che dovessero seriamente ostacolare il percorso della torcia non saranno tollerati e che gli stranieri coinvolti andrebbero incontro a sanzioni severe. Soltanto due giorni fa l'esecutivo ha cancellato la legge marziale per le provincie (escluse tre nell'estremo meridione preda di conflitto interno) dove era in vigore dal colpo di stato militare del settembre 2006. Una misura resasi necessaria per consentire una partecipazione popolare alla marcia di oggi della fiaccola, ma anche un segnale al mondo che guarda con sospetto alla fragile democrazia thailandese.
Intanto, dal Giappone, dov'era in vista il ministro degli Esteri cinese Yang Jiechi, i monaci buddhisti dello Zenkoji, nella citt di Nagano, hanno comunicato di non gradire la partenza dal loro tempio della staffetta con la fiaccola olimpica nella tappa nipponica, tra una settimana, esprimendo solidariet ai "fratelli tibetani". Sul tappeto non soltanto il sostegno a un popolo oppresso accomunato dalla fede, ma anche il timore di danni, in caso di proteste, alla storica struttura di questa citt del Giappone centrale che ha ospitato le olimpiadi invernali del 1998. Fondato nel 642, Zenkoji era stato individuato come luogo-simbolo dei rapporti storici tra Cina e Giappone, in un tentativo di rilanciare una partnership segnata da numerosi contrasti. Anche ieri non solo il governo di Tokyo ha fatto sapere di accettare la richiesta dei monaci di Nagano ma anche - attraverso il portavoce Machimura - di non volere accogliere sul suolo del Giappone il servizio d'ordine cinese che accompagna la fiaccola e il cui atteggiamento stato considerato lesivo della sovranit nazionale di diversi paesi.

Stefano Vecchia
19 Aprile 2008





ID articolo: 0073
Data: 2008-05-25
Sezione: areegeopolitiche
Titolo: Fiaccola a Bangkok
Autore: Stefano Vecchia
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