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D8: dai colossi dell'Islam, ricerca di benessere e di sviluppo, senza antagonismi


Nella capital malese Kuala Lumpur si tenuto l'8 luglio, con l'incontro dei capi di stato e di governo successivo alle giornata che hanno visto impegnati i ministri economici e degli Esteri, il D8, summit degli otto maggiori paesi musulmani "in via di sviluppo", che assommano 930 milioni di abitanti. In questa sede, che per la sesta volta ha riunito in un incontro biennale i rappresentanti di Bangladesh, Egitto, Indonesia, Iran, Malaysia, Nigeria, Pakistan e Turchia, i timori di recessione mondiale e le immediate conseguenze del caro-petrolio e dell'aumento dei prezzi dei generi alimentari hanno inevitabilmente avuto ampio spazio e con essa la necessit di arrivare a una maggiore cooperazione economica all'interno del gruppo e di attivare strumenti di cooperazione con il G8 e gli altri protagonisti economici. A questo proposito, i leader politici hanno siglato ieri la road map, elaborata nei gironi precedenti negli incontri ministeriali, che in dieci anni dovrebbe portare gli scambi interni al D8 dall'attuale 5 e cento del totale al 15-20 per cento. Una misura per meglio contrastare eventuali crisi globali. Nella sua prima parte (2008-2013) il camino si concentrer su un Accordo di scambi preferenziali, sulle regole comuni che indichino caratteristiche provenienza dei prodotti, su visti e dogane, sulla cooperazione industriale e commerciale. La seconda fase (2013-2018) dovr portare appunto, a raggiungere l'obiettivo di 517,5 miliardi di dollari come controvalore negli scambi interni al gruppo o, in alternativa, all'obiettivo del 20 per cento. In entrambe le fasi, saranno costantemente migliorati gli strumenti dell'interscambio commerciale, la cooperazione doganale, il trasferimento di informazioni, le condizioni dei lavoratori immigrati provenienti dai paesi del gruppo, le possibilit di imprese di piccole e medie dimensioni, la tecnologia informatica e delle telecomunicazioni. Dall'incontro dei ministri degli Esteri uscita anche al richiesta - approvata dal Summit - di un Segretariato permanente per il D8, finanziato annualmente dai paesi membri.
Nessuna volont di contrasto con il G8 o di porsi in alternativa verso altri raggruppamenti regionali o globali, ma invece la ricerca di un miglioramento concreto delle condizioni di vita delle popolazioni ha segnato gli incontri del D8. In particolare il primo ministro malese Abdullah Ahmad Badawi e il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono, hanno sottolineato come la congiuntura attuale, che "rappresenta una grave minaccia" all'economia mondiale, allontani le prospettive di crescita per paesi che nel complesso registrano gi difficolt e tensioni, impedisca di affrontare in modo adeguato i bisogni di popolazioni numerose e dalle aspettative crescenti. Bisogni e aspettative che si confrontano anche con un Islam non univoco in cui trovano spazio propaganda radicale e frange terroristiche che ne minacciano la stabilit e li pongono in cattiva luce nel consesso internazionale.

Stefano Vecchia
9 luglio 2008





ID articolo: 0080
Data: 2008-08-01
Sezione: areegeopolitiche
Titolo: D8: dai colossi dell'Islam, ricerca di benessere e di sviluppo, senza antagonismi
Autore: Stefano Vecchia
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