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Birmania: catastrofe sul delta, aggravata dall'incuria del regime


Solo il 5 per cento degli edifici di Bogalay sono rimasti in piedi e la maggior parte dei 190mila abitanti del distretto sono senzatetto ha comunicato ieri il ministro birmano per l'Assistenza sociale, Maung Maung Swe, mentre gli stessi media ufficiali diffondevano la notizia che 10mila erano i morti registrati ancora nel pomeriggio di ieri nella citt e nei suoi dintorni amministrativi, ovvero la met delle vittime finora accertate.
La televisione di stato birmana ha mostrato ieri per la prima volta gli effetti del ciclone sulla regione deltizia dell'Irrawaddi, maggiore fiume del paese che lungo il suo corso di oltre duemila chilometri permette la vita di 30 milioni di birmani, favorendo nel suo corso centrale e meridionale un'agricoltura dalle caratteristiche evolute. Edifici sventrati, immensi alberi sradicati, imbarcazioni rovesciate o trascinate sulla strada o sugli alberi dalla forza combinata del vento e dell'acqua, camp invasi dalle acque salmastre e dal fango: l'intera regione deltizia attraversata sabato dal ciclone rischia di portarne per molto tempo le conseguenze. Nel cuore del Delta, Bogalay era solo uno dei tanti centri abitati distribuiti tra risaie, residui di foresta e paludi, raramente intersecate da strade che portano verso il mare, in particolare verso nuove iniziative turistiche come Chaungtha e Ngwesaung meta di una classe media cresciuta all'ombra delle divise e di velleit di sviluppo turistico costruite sul lavoro forzato. Risaia della Birmania oggi, fino agli anni Sessanta risaia dell'Asia, il delta dell'Irrawaddy da anni al centro dei delicati equilibri della fame e della frustrazione che sostengono il paese. Le massicce distruzioni delle scorte e la salinizzazione dei terreni risicoli provocati da Nargis rischiano di avere un effetto devastante sulla gi provata agricoltura birmana, ma possono contribuire fare uscire dall'oblio questa regione e i suoi milioni di abitanti.
130 chilometri a sud di Yangon, fino a sabato raggiungibile con una strada tra le risaie e i miseri centri del Delta. Cinque ore di minibus con aria condizionata per lasciare fuori la polvere e il calore soffocante, per portare i rari turisti al quello che resta della foresta di mangrovie originaria, la cui distruzione insensata - dicono gli esperti - ha privato la regione, di una barriera naturale contro l'improvviso salire delle acque. Bogalay la citt simbolo della tragedia del Myanmar colpito duramente dal primo ciclone stagionale dell'Asia meridionale. Se la capitale commerciale e maggiore porto del paese, Yangon, ha subito seri danni ma da marted mattina nuovamente in grado riaperto l'aeroporto, ripristinate le comunicazioni telefoniche e l'erogazione di energia elettrica in molti quartieri - di fornire agli oltre sei milioni di abitanti una parvenza di normalit, Bogalay stata spianata dal ciclone che ha alzato un'onda di tre metri e mezzo sulla piatta regione costiera del Myanmar, percorrendo in poche ore la distanza tra il mare e l'ex capitale, ma toccando con effetto devastante i centri del delta, lasciati al loro destino dall'imprevidenza e dall'arroganza del regime.
La citt di Bogalay, come tutta la regione del delta dell'Irrawaddy - o sarebbe meglio dire era - da molti anni praticamente sigillata dal resto del paese e ancor pi dall'esterno. Un isolamento insieme definito dalle logiche del potere in Myanmar, che nella scarsa connessione tra le varie aree del paese vedono un elemento di sicurezza, e dalle condizioni ambientali, difficili, nonostante la vocazione commerciale e agricola della regione. Un destino siglato da un episodio oscuro e drammatico. Nel 1991 l'Unione nazionale Karen riusc a infiltrare un piccolo distaccamento militare nei dintorni di Bogalay per cercare di riaccendere la ribellione dei Karen verso la dittatura. In quella che viene ricordata come crisi di Bogalay, l'esercito birmano lanci una spropositata offensiva per annullare, insieme, la presenza militare Karen e l'appoggio della popolazione alla causa autonomista. Per raggiungere questo scopo si utilizzarono le tattiche abituali di un esercito spacciato per servitor del popolo, al servizio di un paese sulla carta ancora socialista: diversi villaggi vennero dati alle fiamme, gli elicotteri mitragliarono scuole e centri abitati facendo un numero imprecisato di vittime, migliaia di leader delle comunit Karen, e tra essi leader religiosi e insegnanti, vennero arrestati, condannati e incarcerati. Da allora Bogalay torn nell'oblio, per emergerne sabato, con quel 5 per cento di case rimaste in piedi nel vento a 200 chilometri orari e sulla piena del fiume-patrigno.

Stefano Vecchia
6 maggio 2008





ID articolo: 0101
Data: 2008-10-08
Sezione: areegeopolitiche
Titolo: Birmania: catastrofe sul delta, aggravata dall'incuria del regime
Autore: Stefano Vecchia
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