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Adottare in Africa: missione (quasi) impossibile


Tutti i bambini africani abbandonati non potrebbero essere dati in adozione? Perch lAfrica non permette che vengano adottati i suoi figli?. Chi, per caso o per professione, si occupa di Africa, almeno una volta si sar sentito rivolgere una di queste domande. Domande che nascondono un fondo di verit, ma anche una conoscenza non approfondita della realt del continente. In Africa ladozione di minori un fenomeno recente. Fino a una ventina di anni fa, gli orfani o i bambini che venivano abbandonati non erano adottati da estranei, ma venivano presi in carico dalla famiglia allargata: nonni, zii, cugini, ecc. Questo modello, che faceva perno sul concetto che i figli sono innanzi tutto una risorsa e una ricchezza familiare, per andato in crisi sotto i colpi di maglio della pandemia di Aids. Il virus ha ucciso migliaia di persone, soprattutto quelle della fascia tra i 16 e i 40 anni, spazzando via unintera generazione. La rete sociale africana si cos smagliata e non pi stata in grado di sopportare il peso degli orfani e dei bambini abbandonati. Conosco una famiglia in cui il padre e la madre, ormai settantenni, hanno perso i loro quattro figli e le loro nuore per colpa dellAids e si sono dovuti far carico dei loro dieci nipoti - racconta una suora che da anni lavora in Zimbabwe -. Il padre, che era andato in pensione, ha dovuto riprendere a lavorare. La madre malata e non ce la fa pi. Fino a quando potranno reggere questa situazione?. AllAids si aggiunta negli anni anche la disgragazione sociale derivata dalla fuga dalle campagne e dallarrivo nelle baraccopoli abitate da milioni di persone. Anche questo ha provocato il dissolvimento dei legami familiari tradizionali. Sotto lincalzare di questi eventi, negli anni Ottanta, gli Stati africani hanno iniziato a costruire i primi istituti per ospitare gli orfani e i bambini abbandonati. E poi, successivamente, hanno pensato a collegarsi ai circuiti di adozione internazionale. Ladozione comunque ancora poco accettata dagli africani. ancora vista come un male - spiega una coppia di genitori che sta adottando nella Rpubblica Democratica del Congo -. Gli africani pensano che i bambini vengano rubati e utilizzati per strani riti a sfondo esoterico. Le coppie che si recono a Kinshasa per adottare un bambino devono uscire pochissimo dallhotel o dalle strutture protette in cui risedono. Altrimenti rischiano di essere malmenati dalla gente. Recentemente una coppia italiana che aveva appena adottato un bambino si era recata in un ristorante della capitale congolese per consumare il pranzo. Il cameriere che li serviva li guardava malissimo e, pi volte, ha incitato il ragazzino a scappare e a mettersi al sicuro perch, secondo lui, quegli europei lo avrebbero presto ucciso. La diffidenza nei confronti delle coppie adottive non solo culturale, ma anche religiosa. In Marocco, come in molti altri Paesi in cui lislam la religione maggioritaria, se una coppia non musulmana vuole adottare un bambino deve accettare una conversione (formale) alla religione musulmana. In Senegal, altro, Paese a maggioranza islamica, gli europei possono adottare solo i bambini della minoranza cristiana (circa il 10% della popolazione). una cosa assurda - osserva sconsolato un senegalese, musulmano devoto, da anni residente in Italia -. In Senegal e in molti altri Stati africani, ci sono migliaia di bambini abbandonati che avrebbero solo bisogno di essere accolti da una famiglia. Perch le leggi pongono questi limiti? Sono sicuro che a Dio preme pi lamore che viene dato ai piccoli che non una conversione forzata. E sono altrettanto sicuro che Dio accetterebbe che un bimbo musulmano fosse bene accolto anche da un cristiano. Quando non sono la cultura e la religione a porre ostacoli, la politica che mette i bastoni tra le ruote. Le leggi sulladozione esistono in molti Stati, ma spesso contengono molto restrittive. La Repubblica Democratica del Congo, per esempio, permette di adottare solo alle coppie che sono sposate da almeno cinque anni. In altri Stati gli anni di matrimonio sono addirittura dieci. Dieci anni - spiega lesperto di un ente italiano che opera in Africa per le adozioni - sono moltissimi per gli standard europei -. Da noi ci si sposa spesso dopo i trentanni. Adottare un bambini a quaranta e pi anni diventa difficile. Molti Paesi, poi, mettono limiti ferrei alle adozioni. In Senegal, per esempio, possibile adottare solo un bambino. I fratelli vengono quindi adottati da coppie diverse. In Mozambico possibile adottare per un europeo, ma solo se residente nello Stato. Lo stesso, fino a qualche anno fa, avveniva in Madagascar. Le leggi sulle adozioni sono poco chiare e lasciano spazio allinterpretazione dei burocrati. Questa discrezionalit apre le porte alla corruzione. Ladozione di minori in Africa - spiega unaltra coppia che sta concludendo le pratiche per adottare due bambini nella Repubblica Democratica del Congo - il regno della corruzione. Se vuoi un bambino gi in partenza devi sapere che dovrai ungere molte ruote se vuoi che la tua pratica giunga a buon fine. Strano a dirsi, ma per noi italiani, pur abituati alla corruzione, appare pi difficile accettare questo sistema. E infatti la maggior parte degli enti cerca di non ricorrere alle mazzette. Sistema al quale invece si sono adattati benissimo i francesi e gli americani che arrivano in Africa con rotoli di dollari e corrompono senza alcuna remora funzionari, impiegati, assistenti sociali, ecc.. Recentemente scoppiato uno scandalo per mazzette in Benin. Un operatrice di un ente autorizzato francese dovuta fuggire per evitare larresto. Lo stesso avvenuto in Ciad alcuni anni fa. Per liberare gli operatori di un ente francese arrestati dalla polizia di Ndjamena dovette intervenire addirittura il presidente Sarkozy che fece pressioni sul presidente ciadiano Deby. I buoni rapporti tra Stati, solitamente, favoriscono, le adozioni. Lesempio etiope ci riguarda da vicino. Quando Roma decise di restituire lobelisco di Axum ad Addis Abeba, il governo etiope, riconoscente, favor lazione degli enti italiani rispetto a quelli di altri Paesi. Gli Stati africani dellAfrica occidentale, da sempre legati alla Francia, da sempre invece favoriscono gli enti transalpini.

Enrico Casale
20 febbraio 2010





ID articolo: 0135
Data: 2010-02-20
Sezione: areegeopolitiche
Titolo: Adottare in Africa: missione (quasi) impossibile
Autore: Enrico Casale
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