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Il Sud Sudan nasce con un fardello di problemi


Con la nascita del Sudan del Sud, cesserà di esistere il Sudan, fino ad allora il più grande Stato africano. Protettorato anglo-egiziano, il Sudan ottiene l’indipendenza nel 1956. Cessato il potere coloniale britannico, a Karthoum si alternano una serie di regimi militari, egemonizzati da un élite araba e musulmana che, a più riprese, cercano di imporre al Sud, abitato da etnie di religione cristiana o animista, una legislazione improntata alla sharia. Il Sud si ribella e nel 1956 scoppia la prima guerra civile che termina nel 1972. Con la fine della guerra, non cessano le tensioni tra Karthoum e il Sud. Nel 1983 scoppia un nuovo conflitto. Una guerra senza quartiere che provoca due milioni di morti e quattro milioni tra sfollati e rifugiati, ma nella quale nessuna delle due parti riesce a prevalere sull’altra. Nel 2002 i rappresentanti del Sudan People’s Liberation Army/Movement (il movimento ribelle del Sud) e del governo di Karthoum danno il via a una trattativa che porta nel 2005 alla firma del North-South Comprehensive Peace Agreement. Quest’intesa prevede un’autonomia amministrativa di sei anni per le regioni meridionali seguita da un referendum sull’indipendenza del Sud. Questo referendum si è tenuto tra il 9 e il 15 gennaio. I votanti si sono espressi quasi all’unanimità (99%) per l’indipendenza. L’accordo prevedeva che l’indipendenza fosse proclamata sei mesi dopo il referendum. È quanto avverrà il 9 luglio.


L’indipendenza però non risolverà tutti i problemi del Sudan. Dal 2003 Karthoum sta infatti affrontando un’altra grave crisi politica e umanitaria, quella del Darfur, la regione occidentale del Paese. Il conflitto vede contrapposti i janjaweed (letteralmente «demoni a cavallo»), un gruppo di miliziani arabi reclutati fra i membri delle etnie nomadi, e le locali tribù di agricoltori. Il governo sudanese, pur negando ufficialmente di sostenere i janjaweed, ha fornito loro armi e assistenza e ha partecipato ad attacchi contro le popolazioni stanziali. Alla base di questo conflitto non ci sono motivazioni religiose (tutte le etnie sono di fede islamica), quanto piuttosto il controllo di pascoli e fonti d’acqua, vitali sia per i nomadi sia per gli agricoltori. Si stima che in sette anni gli scontri abbiano provocato 400mila vittime e due milioni di profughi.
Il 31 agosto 2006, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha approvato la Risoluzione n. 1706, che prevede il dispiego di una forza di pace, composta da 20mila caschi blu per sostituire i settemila uomini dell’Unione africana presenti sul campo. Gradualmente la situazione si è stabilizzata e nel febbraio 2010 a Doha (Qatar) il presidente sudanese Omar al-Bashir e il Jem (il principale gruppo ribelle) hanno siglato una prima tregua. Sebbene si registrino ancora scontri sul terreno, i colloqui di pace proseguono.
Enrico Casale

Dati
Capitale: Karthoum, 5.021.000 di abitanti (2009)
Popolazione: 45.047.502 (2010)
Superficie: 2.505.813 kmq
Gruppi etnici: etnie africane 52%, arabi 39%, beja 6%, stranieri 2%
Religioni: musulmani 70% (la maggioranza concentrate nelle regioni settentrionali), cristiani 5% (principalmente nel Sud e a Khartoum), animisti 25%
Pil Pro/capite: 1.242 dollari Usa
Inflazione: 11,8%
Disoccupazione: 18,7%
Indice di sviluppo umano: 0,379 (2010, 154 posto su 169 nazioni)

Enrico Casale
7 settembre 2011





ID articolo: 0163
Data: 2011-09-07
Sezione: areegeopolitiche
Titolo: Il Sud Sudan nasce con un fardello di problemi
Autore: Enrico Casale
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